
Benjamin H. Durham, MD (Memorial Sloan Kettering Cancer Center, New York, NY, Stati Uniti)
Anno di assegnazione: 2017
Importo: 50.000 USD
Il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York ha ricevuto una sovvenzione di ricerca pari a $50.000. Il ricercatore principale, il dott. Benjamin H. Durham, dirige lo studio intitolato “Definizione della cellula di origine della malattia di Erdheim-Chester”. Verranno analizzate le cellule del midollo osseo dei pazienti affetti da ECD per cercare di individuare le cellule responsabili della malattia. Grazie a queste informazioni, potrebbe essere possibile creare un modello efficace dell’ECD utilizzabile per studi futuri da parte di scienziati di tutto il mondo. Un obiettivo secondario di questo studio sarà quello di confrontare il profilo genetico delle cellule affette da ECD con quello delle cellule di altri tumori del sangue che si riscontrano spesso nei pazienti affetti da ECD. Il dottor Durham è un ematopatologo e patologo genetico molecolare che in passato ha identificato varie mutazioni genetiche associate all’ECD. Questi risultati hanno portato allo sviluppo di opzioni terapeutiche immediate per i pazienti.
Relazione finale
Grazie ad analisi complete di sequenziamento genomico condotte sul più ampio gruppo di bambini e adulti (270 pazienti) sottoposti a sequenziamento fino ad oggi affetti da neoplasie istiocitiche – di cui il sottogruppo più numeroso è rappresentato dalla malattia di Erdheim-Chester (ECD) – sono state ora individuate diverse alterazioni genetiche nuove e bersagliabili a livello delle chinasi nell’ECD e in altre istiocitosi. La scoperta delle mutazioni BRAFV600E in queste malattie, avvenuta circa 8 anni fa, ha portato a considerare tali disturbi come una forma di cancro; studi successivi hanno portato all’approvazione da parte della FDA del vemurafenib per i pazienti adulti affetti da ECD con mutazione BRAFV600E (Hyman, D et al. NEJM 2015). Tuttavia, non è ancora chiaro quali tipi di cellule portino allo sviluppo dell’ECD e di altre istiocitosi (Mass E, et al. Nature 2017), né sono state definite tutte le alterazioni genetiche di questa malattia. In questo studio identifichiamo i primi esempi di mutazioni ricorrenti della chinasi CSF1R in qualsiasi patologia, oltre a numerose altre nuove alterazioni della chinasi all’origine dell’ECD e di altre istiocitosi.
L’individuazione delle mutazioni del gene CSF1R è significativa perché (1) il gene CSF1R definisce il lignaggio dei monociti/macrofagi e, pertanto, rivela che le neoplasie istiocitiche derivano dai monociti/macrofagi, e (2) sono numerosi gli inibitori del CSF1R attualmente in fase di sviluppo (e uno di essi è già stato approvato dalla FDA per altre patologie). Dimostriamo inoltre il primo caso di risposta clinica all’inibizione di RET nell’istiocitosi con riarrangiamento di RET, nonché l’evidenza di risposte precliniche all’inibizione di CSF1R nelle cellule con mutazione di CSF1R. Questi dati rivestono grande importanza clinica e susciteranno immediato interesse, vista l’attenzione suscitata dall’inibizione di CSF1R nel cancro, dall’inibizione di RET e dalla medicina di precisione per malattie rare come l’ECD.

